Giugno 2011

 

 

Il valore di un dipinto... Basta internet?

Ammettiamolo, chi di noi non ha provato, almeno una volta, una sensazione di onnipotenza informativa davanti al proprio pc connesso alla Rete?

Chi non si è sentito culturalmente completo grazie a questo mezzo che, a ben vedere, ci ha cambiato la vita?

Però, perché c'è sempre un però, non sempre basta digitare un www per avere risposte corrette e definitive su di un argomento.

Più spesso di quanto si creda, è fondamentale la capacità di interpretare i dati; in definitiva, serve quasi sempre un "mediatore" in grado di assemblare ed analizzare l'insieme di informazioni "scaricate", per dare un responso attendibile.

Per semplificare, basta citare il caso, comunissimo, di chi cerca informazioni sanitarie in rete, per anticiparsi le risposte sulle proprie analisi del sangue o di chi si arrischia a fare autodiagnosi in base ad un sintomo. Con un po' di mal di testa, la nuova generazione dei sapienti della rete digiterà "mal di testa" su Google e troverà ogni malattia disponibile, dall'emicrania alle patologie più terribili e strane. Da lì il percorso verso la paura sarà abbastanza agevole. Perché non andare dal medico? Perché questa volontà di autosufficienza ad ogni costo?

Lo stesso discorso può valere anche per la corretta valutazione, economica e stilistica, di un'opera d'arte.

Negli anni, si è consolidata una formazione di siti internet in grado di offrire dati su dati (a pagamento) sugli esiti delle aste e che forniscono servizi accessori, come l'analisi di un mercato specifico o delle vendite di un determinato autore.

Nessuno può negare l'utilità di tali strumenti ma, forse, qualcuno dovrebbe iniziare a chiarire che essi non potranno mai bastare per dare un responso realistico sul vero valore di un'opera.

La base per approcciare questo argomento è che, comunque,ci si trova dinnanzi a pezzi unici e come tali dovranno essere trattati.

L'unicità sarà la base di un'analisi corretta e, in successione, ci saranno decine di parametri a cui fare riferimento, legati, sia a questioni pratiche, verificabili strumentalmente, sia a sfumature di pertinenza emotiva, culturale ed interpretativa e addirittura a questioni territoriali. Affinché un dipinto (per semplificare il discorso) abbia una corretta valutazione non è sufficiente basarsi sulle sue misure, sul tipo di supporto e sull'anno di creazione, che in definitiva sono i dati offerti da questi siti internet.

Spesso la persona che vuole vendere un'opera, non sa (o preferisce non sapere) che, anche in un determinato periodo di produzione di un autore, ci possono essere lavori migliori e peggiori. Non è l'anno di produzione a fare un capolavoro, come non basta un determinato soggetto o la grande dimensione.

Esistono lavori giganteschi che, anche se di grande qualità, risultano invendibili. Allo stesso modo capita di imbattersi in esiti "stratosferici" per opere di cui mai si sarebbe potuto preventivare. Un dipinto può perfino avere un valore differente a distanza di cento chilometri. Come districarsi in tutto questo? Considerando che, solitamente, si tratta di consulenze gratuite, sarebbe opportuno chiedere consiglio ad un esperto del settore. Queste figure professionali, oltre a disporre delle conoscenze necessario nel campo dell'arte strettamente intesa, hanno contezza della situazione di mercato.

L'unione di questi elementi favorirà un percorso più agevole nella valutazione obiettiva di un pezzo d'arte e permetterà al proprietario di individuare le modalità migliori per collocarlo sul mercato senza rischiare di vederlo deprezzato, qualora volesse venderlo.

 

 
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